Italian Arabic Chinese (Simplified) English French German Portuguese Russian Spanish

La scuola è immersa nel verde, in una zona limitrofa alla Direzione dell’Istituto Comprensivo. E’ situata su un unico piano e presenta ambienti sufficientemente ampi e luminosi.

All’ingresso vi è uno spazio,  per l’accoglienza dei bambini e dei loro genitori, in cui sono sistemati gli armadietti/spogliatoio. Vi è inoltre un locale adibito ad ufficio per il personale docente, un  locale per il personale ATA e un bagno per portatori di handicap. A fianco vi è l’accesso al refettorio recentemente ampliato e arredato a nuovo.

Dallo spazio accoglienza la scuola si divide in due settori: il primo comprende un saloncino con specchio per le attività motorie, un bagno per i bambini e un bagno per le insegnanti. Questo primo spazio permette l’accesso al salone, dal quale si può uscire in giardino, su cui si affacciano due sezioni. Il  secondo settore comprende uno spazio antibagno, un bagno per i bambini e l’accesso al secondo salone su cui si affacciano tre sezioni, di cui una recentemente costruita. Sia le sezioni sia i saloni presentano angoli gioco per l’attività libera e strutturata. Da ciascuna sezione, inoltre, è possibile accedere direttamente ad una parte del giardino.

Dal salone del secondo settore si accede sia al giardino sia al refettorio sia ad un giardinetto interno.

Il giardino esterno è molto ampio, circonda completamente la scuola ed è ricco di piante, fioriere e ciotole di fiori. La parte posteriore è ben strutturata per l’attività ludo-motoriadei bambini; sono presenti strutture gioco in legno, una sabbionaia e grandi postazioni in legno per l’attività di “pasticciamento” con acqua e sabbia. I giochi in legno esistenti sono stati recentemente ristrutturati ed integrati con altri nuovi e sono tutti a norma.


Video di presentazione della Scuola dell'Infazia Boschetti Alberti

 


Orario Settimanale

ORARIO

Dal LUNEDI’ al VENERDI’

7.30 - 8.00

Pre-scuola (servizio comunale a pagamento gestito da personale interno: collaboratori scolastici)

8.00 – 9.00

Entrata  e accoglienza alunni. Chiusura cancello ore 9.00

9.00 – 12.00

Attività didattiche, formative, ludiche, sportive, laboratori, progetti con esterni, religione una volta a settimana

12.00 – 13.30

Pranzo e attività igienico-sanitarie connesse al pranzo. Gioco libero vigilato in salone, sezione o in giardino

13.30 – 15.30

Bambini 3 /4 anni: sonno e attività connesse

Bambini 5 anni: attività didattica preparatoria alla scuola primaria

15.30 – 16.00

Merenda, attività ludiche e di intrattenimento

16.00

Uscita tempo “Normale"

16.45 – 17.00

Uscita tempo “Prolungato"

17.00 – 18.00

Post – scuola gestito da un’educatrice di cooperativa. Il servizio è a pagamento

Scelte Educative

La Scuola dell’Infanzia, liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini e le bambine dai 3 ai 6 anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione. I bambini giungono alla scuola dell’infanzia con una storia personale. 

Ogni bambino è, in sé, diverso ed unico e riflette anche la diversità degli ambienti di provenienza che oggi conoscono una straordinaria differenziazione di modelli antropologici ed educativi, che comprendono famiglie equilibrate e ricche di proposte educative accanto ad altre più fragili e precarie; una presenza genitoriale sicura ma anche situazioni diverse di assenza. La scuola dell’infanzia si presenta come un ambiente protettivo, capace di accogliere le diversità e di promuovere le potenzialità di tutti i bambini che esprimono una grande ricchezza di bisogni e di emozioni. 

La scuola dell’infanzia riconosce questa pluralità di elementi che creano tante possibilità di crescita emotiva e cognitiva insieme, per far evolvere le potenzialità di tutti e di ciascuno, per lasciarsi guidare con fiducia nel viaggio avventuroso della conoscenza.

Finalita

Consolidare l’identità: significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire , sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quella di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

Sviluppare l’autonomia: significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie:esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

Acquisire competenze: significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione, e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni e esperienze e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere , rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.

Vivere le prime esperienze di cittadinanza: significa scoprire  l’altro da sé  e attribuire  progressivamente importanza agli altri a ai lor bisogni; rendersi sempre meglio conto delle necessità di stabilire delle regole condivise; implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura.

Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale con le famiglie e con la comunità.

Metodologia

Già da alcuni anni, le attività didattiche vengono organizzate applicando  il modello  di programmazione per “sfondo integratore”. Con questo metodo è possibile inventare il percorso operativo ogni anno e stabilire collegamenti e connessioni  tra le diverse informazioni, i vari concetti e i molteplici percorsi proposti all’interno della stessa struttura didattica. 

Lo scopo fondamentale della programmazione è quello di aiutare gli alunni a vivere in modo unitario l’esperienza scolastica. L’organizzazione delle attività si fonda perciò su una continua e responsabile riflessione educativa e su una flessibilità operativa e didattica, nel rispetto dei ritmi, degli interessi, delle attitudini e delle capacità personali degli alunni, attraverso un’appropriata regia pedagogica. 

Il principale criterio di scelta e di organizzazione del curricolo consiste in una programmazione didattica collegiale suddivisa in scansioni: annuale, mensile e, quando necessario, per sezioni. 

Durante gli incontri di programmazione vengono fissati obiettivi a lungo, medio e breve termine, caratterizzati da continuità, reversibilità e coerenza nel passaggio da ogni tappa a quella successiva.

La presenza di insegnanti motivati, preparati e attenti alle specificità dei bambini e dei gruppi di cui si prendono cura, è una prerogativa indispensabile per la costruzione di un ambiente educativo accogliente, ben organizzato, sicuro e capace di suscitare la fiducia dei genitori e della comunità.

La professionalità docente si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la formazione continua in servizio, la riflessione sulla pratica didattica ed è stimolata al meglio dalla presenza di un dirigente che ne coordini la formazione pedagogica in itinere.

Gli eventi, le esperienze della vita quotidiana di un bambino dai 3 ai 6 anni diventano variabili essenziali nella composizione del quadro di sviluppo del bambino stesso.

L’osservazione attenta e prolungata nel tempo, messa in atto per registrare un insieme di dati rilevanti, è la prima metodologia per costruire  “percorsi a misura di bambino”.

Obiettivo principale è quello di promuovere una scuola che “fa star bene” per un sereno apprendimento attraverso la cura degli ambienti, la predisposizione degli spazi educativi, la conduzione attenta dell’intera giornata scolastica.

In particolare, la metodologia della scuola dell’infanzia riconosce come suoi punti cardine:

  • Il dialogo costante e lo scambio di informazioni con le famiglie al fine di instaurare un rapporto di fiducia reciproca
  • La vita di relazione per favorire l’apprendimento delle prime regole comunitarie ed instaurare un clima sociale positivo.
  • La valorizzazione del gioco in tutte le sue forme ed espressioni, quale risorsa privilegiata di apprendimento e di relazioni.
  • Promuovere l’esperienza, l’esplorazione e la ricerca per costruire una scuola del “fare” al fine di attivare adeguate strategie di pensiero.

La famiglia, pertanto, diventa un tassello importante e prezioso per l’insegnante: essa infatti rappresenta per il bambino il contesto più influente per lo sviluppo affettivo e cognitivo.

Nelle diversità di stili di vita, di culture, di scelte etiche e religiose, le famiglie sono portatrici di risorse che devono essere valorizzate nella scuola, per far crescere una solida rete di scambi comunicativi e di responsabilità condivise.

Anche le famiglie dei bambini con abilità diverse trovano nella scuola un adeguato supporto capace di promuovere le risorse dei loro figli, attraverso il riconoscimento delle differenze e la costruzione di ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino possa trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il proprio percorso di formazione.

Organizzazione e didattica

L’organizzazione generale e didattica della Scuola dell’Infanzia è intesa come predisposizione di un accogliente e motivante ambiente di vita, di relazioni e di apprendimenti che, escludendo impostazioni “scolasticistiche” che tendono a preconizzare gli apprendimenti, favorisca, con tempi distesi, una pratica basata sull'articolazione di attività sia strutturate, sia libere, che si esplichino in modo tale da regolare i ritmi della giornata offrendo così una “base sicura” per nuove esperienze e nuove sollecitazioni.

L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e conoscenza.

Nel gioco, particolarmente quello simbolico, i bambini si esprimono, raccontano, rielaborano in modo creativo le esperienze personali e sociali.

Nella relazione educativa, gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel fare propria le ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio, sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in vari contesti.

Particolare attenzione si presterà alla scelta di modalità organizzative atte a favorire il massimo benessere psicofisico dei bambini per quanto riguarda:

  • l’inserimento (vedi progetto)
  • il  pranzo in sezione all’inizio dell’anno (solo per la sezione con il maggior numero di bambini di tre anni)
  • il momento del sonno
  • tipologie di aggregazione
  • l’organizzazione della compresenza delle insegnanti.

L’organizzazione degli spazi e dei tempi diventa elemento di qualità pedagogica dell’ambiente educativo e pertanto deve essere oggetto di esplicita progettazione e verifica.

La situazione ideale sarebbe quella di ricercare ambienti a misura di bambini ma soprattutto cercare di rispettare i tempi dei bambini consentendo loro di vivere con serenità il tempo scuola.

Il percorso educativo nella scuola dell’Infanzia considera le capacità complessive di ogni bambino e le pratiche didattiche più adatte a trasformarle in competenze. Per lo sviluppo delle competenze si intende consolidare nel bambino le abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche ed intellettive impegnandolo nelle prime forme di riorganizzazione delle esperienze e di esplorazione e ricostruzione della realtà.

Nella scuola dell’infanzia sono stati individuati i CAMPI DI ESPERIENZA  ovvero degli ambiti specifici di competenze all’interno dei quali sono stati stabiliti dei TRAGUARDI raggiungibili utilizzando i diversi ambiti del fare e dell’agire che secondo le Indicazioni per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia sono:

  • Il sé e l’altro
  • Il corpo in movimento
  • Immagini, suoni, colori
  • I discorsi e le parole
  • La conoscenza del mondo

Per ogni ambito i docenti individuano le basi di partenza e procedono alla formulazione di obiettivi specifici di apprendimento ed alla scelta delle attività, stabilendo i percorsi, le metodologie e le modalità di verifica.

L’organizzazione delle attività si fonda su una continua e responsabile flessibilità, in relazione alla variabilità individuale dei ritmi, dei tempi, degli stili di apprendimento, oltre che alle motivazioni ed agli interessi dei bambini.

Le attività per i bambini disabili sono concordate dal team di sezione e, secondo le capacità e abilità dei soggetti, seguono la programmazione di sezione e/o sono programmate a livello individuale calibrando gli obiettivi e le richieste. Tutte le attività proposte possono  essere svolte sia dall’insegnante di sostegno sia dall’insegnante titolare secondo la situazione.

Per i bambini frequentanti l’ultimo  anno di scuola dell’Infanzia è previsto un percorso più specifico preparatorio alla scuola Primaria. E’ stata elaborata una programmazione che contiene obiettivi e contenuti relativi principalmente all’area linguistica, all’area logica e all’area creativa. Pur tenendo presente che alla scuola dell’Infanzia c’è una continua interdisciplinarità fra campi di esperienza, si è cercato di approfondire alcuni aspetti importanti per il futuro ingresso alla scuola primaria. 

 

Un po' di storia...Maria Boschetti Alberti

La scuola è dedicata a Maria Boschetti Alberti (Montevideo, 23 dicembre 1879 – Agno, 20 gennaio 1951) un'insegnante e pedagogista svizzera-italiana

Nacque in Uruguay nel 1879 da italiani emigrati in Sud America negli anni precedenti, quarta di otto figli. Rientrò in Svizzera nel 1883 insieme al resto della sua famiglia e si diplomò pedagogista a Locarno e iniziò immediatamente ad insegnare. Importò nella sua scuola il metodo di Maria Montessori, adattandolo alla realtà ticinese. Nonostante alcuni iniziali scetticismi e resistenze, nel corso degli anni ricevette diversi riconoscimenti da autorità nazionali ed estere, non solo europee. Fra le varie opere si ricordano: Il diario di Muzzano, La scuola serena di Agno e Il dono di sé nell'educazione. Nel 1998 la TSI (Televisione svizzera di lingua italiana) ha realizzato un documentario sulla sua vita e sulla sua attività di educatrice.

 

 

 

Galleria Fotografica

  • aula
  • giardino_anteriore
  • giardino_posteriore
  • ingresso
  • ingresso_2
  • refettorio
 

 

 

 
 

 

 

Amministrazione Trasparente

amministrazione trasparente

 

 

Albo online

albo online

 

Canale YouTube dell'Istituto

 

PON

amministrazione trasparente

 

 

PagoinRete

pago in rete

 

 

Messa a disposizione

Messa a disposizione

 

Statistiche

Visite agli articoli
259749

Scansiona il QR Code

Dove siamo

 

Seguici su Facebook

Go to top